Esposizione
Corpi senza voceImmagini, volti e storie di donne in contesto di sfruttamento alla prostituzione
Destinatari dell’esposizione
L’esposizione “Corpi senza voce – Immagini, volti e storie di donne in contesto di sfruttamento alla prostituzione” si rivolge a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione a:
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Giovani e studenti, affinché possano sviluppare una maggiore consapevolezza critica su tematiche spesso ignorate o distorte, come la tratta di esseri umani e lo sfruttamento sessuale.
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Famiglie, per stimolare momenti di riflessione condivisa e dialogo intergenerazionale su diritti, dignità e giustizia sociale.
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Comunità ecclesiale, chiamata ad essere testimone attiva di compassione e impegno verso chi vive ai margini.
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Istituzioni e rappresentanti della società civile, affinché possano farsi carico di responsabilità concrete, promuovendo politiche inclusive e azioni di contrasto allo sfruttamento.
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Operatori sociali, educatori e insegnanti, come occasione di approfondimento e confronto sul proprio ruolo nella costruzione di una società più equa.
L’obiettivo è quello di raggiungere un pubblico ampio e diversificato, creando uno spazio di incontro, ascolto e responsabilità collettiva.
La Congregazione delle Suore Oblate del Santissimo Redentore, fondata in Spagna nel 1870 dal vescovo José Maria Benito Serra e da Antonia Maria De Oviedo si pone come fine quello di camminare al fianco delle donne in contesti di prostituzione, vittime di tratta a fine di sfruttamento sessuale e/o in condizione di vulnerabilità ed esclusione sociale.
Dal 1922 le Oblate, lentamente, hanno attraversato sempre più confini e attualmente sono presenti in 15 paesi del mondo (Europa, America, Africa, Asia).
Presenti da oltre 70 anni sul territorio della Provincia di Ascoli Piceno con progetti di accoglienza e di attenzione alle donne, Programma Oblate Adriatico oggi prosegue la sua opera camminando sulle orme dei fondatori, portandone avanti il Carisma e la Missione. Il nostro intervento si basa sulla pedagogia Oblata, modalità operativa che pone la donna al centro, rendendola protagonista del suo processo, proponendoci, al tempo stesso, l’obiettivo di promuovere un cambiamento sistemico, agendo direttamente sulla società civile e istituzionale attraverso azioni di sensibilizzazione e di incidenza politica.
Corpi senza voce – Immagini, volti e storie di donne in contesto di sfruttamento alla prostituzione
Proprio con lo scopo di aumentare conoscenza sui temi dei quali ci occupiamo e sensibilizzare la società, nasce l’iniziativa “Corpi senza voce”. Inizialmente pensata per il 5 agosto, in occasione della festa del Santo Patrono di Ascoli Piceno, Sant’Emidio, in collaborazione con la Diocesi di Ascoli Piceno e su impulso del Vescovo Gianpiero Palmieri, che si è sempre dimostrato vicino e sensibile alla nostra azione e alle donne che accompagniamo ogni giorno, questa esposizione vuole rappresentare, attraverso l’uso simbolico di alcuni manichini, quei “corpi senza voce”, privati di diritti e possibilità di scelta, che incontriamo ogni giorno.
Poter replicare questa iniziativa in un momento dell’anno così significativo, a ridosso della ricorrenza del 25 novembre, grazie al comune di Roccafluvione, che si è dimostrato sensibile ed attento al tema della violenza sulle donne, per noi significa continuare a mantenere acceso un faro su una problematica attuale come non mai, una piaga che può essere debellata solo coinvolgendo tutta la società.
Lo scopo è quello di accendere una luce su un tema delicato e spesso dimenticato: quello dello sfruttamento sessuale e della tratta di esseri umani, realtà che il nostro ente incontra quotidianamente lavorando al fianco di donne in condizioni di vulnerabilità, marginalità e in contesti di prostituzione, per generare un momento di riflessione forte e necessario, in una giornata di festa che richiama la comunità intera e per dare voce a chi voce non ha
Cosa dicono i nostri ragazzi
Questo lavoro si ricollega a quanto fatto nei mesi passati in alcuni istituti di istruzione superiore di Ascoli Piceno, in particolare nell’Istituto “Fermi – Sacconi – Ceci”, sia all’Ipsia che all’Itis, che nei Licei Classico e Linguistico dell’Istituto “Stabili – Trebbiani”. Nel nostro viaggio fatto nelle scuole, è emersa una forte sensibilità nei nostri giovani, i quali ci hanno mostrato una grande sensibilità ed un forte interesse critico verso la prostituzione, lo sfruttamento, la schiavitù, aspetti che credevano lontani o debellati nel 2025, ma che invece hanno scoperto essere presenti e vicini più che mai. Sono proprio i ragazzi, le cui riflessioni saranno anche presenti all’interno dell’esposizione, a darci la forza indicandoci che la direzione che abbiamo intrapreso è quella giusta. Perché nessuna lotta può essere vinta da soli, e nella nostra battaglia ognuno può e deve fare la propria parte.
“Nessuno merita di nascere in un mondo dove non puoi vivere la vita che desideravi…siamo noi a doverci impegnare e a fare ognuno la propria parte” – Messaggio di uno dei ragazzi presenti agli incontri
Parlano di noi

